Nirmala Yoga Ostia

Ass. Cult. Natura Armonia e Benessere di Ostia Lido – Roma

Meditazione

La Realizzazione del Sé

Lo scopo fondamentale del risveglio della Kundalini è quello di ottenere la “Realizzazione del Sé”. Il Sé, o Spirito, viene chiamato Ātman in sanscrito ed indica la pura essenza di ogni essere vivente. Si dice che lo Spirito esiste in ogni essere, ma che l’essere umano ha la possibilità di poterlo realizzare, ovvero diventarne consapevole. L’effetto della Kundalini, quando è risvegliata, è di andare ad agire su tutti i chakra dando loro energia e permettendo loro di migliorare. In particolare, a livello del chakra del Cuore, essa permette al Sé di risvegliarsi e di manifestare le sue qualità, tra le quali la pura gioia dell’esistenza e l’amore divino. Il metodo di Sahaja Yoga si propone di permettere il risveglio della Kundalini in modo spontaneo. Una volta che la Kundalini è risvegliata, essa si manifesta fisicamente come una gentile brezza fresca, sulle mani e sul Sahasrara chakra (cioè sulla cima della testa); il praticante si sente più rilassato e con la mente sgombra, in uno stato di consapevolezza senza pensieri. Nel Dnyaneshwari di Gyaneshwara è scritto:

« A questo stadio il calore abbandona il corpo che ora diventa fresco sia dall’interno che dall’esterno e grazie a ciò la forza perduta ritorna. Gli Ida e Pingala Nadi nella spina dorsale s’incontrano e i tre nodi si allentano e le tende dei sei Chakra si aprono. Allora l’aria vitale che passa attraverso le narici destra e sinistra (che sono designate rispettivamente con il Sole e la Luna) si riducono al punto che nemmeno farebbero traballare una fiammella.
A questo punto, l’intelletto si ritrova fermo e la fragranza rimanente nel Prana entra nella Sushumna Nadi insieme con la Kundalini. Allora il nettare spirituale (Ambrosia o Amrut) situato sulla cima della testa si versa nella bocca della Kundalini e poi viene assorbito per tutto il corpo inclusi i dieci Prana. (6:241-248)  ».  Quando la Kundalini sale lungo il sistema sottile dà energia ai vari chakra e durante questo processo segnala lo stato corrente dei chakra sulle mani attraverso sensazioni percettibili, in quanto esiste una corrispondenza fra i chakra e le varie parti della mano. In questo modo è possibile avere una conoscenza obiettiva del proprio stato interiore e poter così intervenire per migliorare la condizione dei propri chakra; per questo motivo, viene detto in Sahaja Yoga che il praticante è in grado di diventare il maestro di sé stesso.

La Meditazione 

Il metodo di meditazione sahaj è stato sviluppato durante gli anni settanta da Shri Mataji Nirmala Devi. Secondo i suoi insegnamenti, lo scopo della meditazione è di raggiungere lo stato di consapevolezza senza pensieri e la meditazione è un’esperienza interiore spirituale e non strettamente devozionale. Riguardo alla meditazione, Shri Mataji ha detto:

“La meditazione è il solo modo di crescere. Perché quando meditate siete nel silenzio, siete nella consapevolezza senza pensieri, allora ha luogo la crescita della consapevolezza.”  Tutto è stato facilitato per voi in Sahaja Yoga ed anche semplificato. Non dovete soffrire la fame o digiunare, non dovete diventare vegetariani né dovete andarvi a sedere sotto il sole o meditare sull’Himalaya. Niente di tutto questo. Potete sedervi, in modo confortevole, dove desiderate ed entrare in meditazione. Tutto senza difficoltà. E quando avete stabilizzato il vostro Spirito, potete gioire di ogni bella cosa. Nel complesso, per alcune persone, forse questo è veramente troppo. Immaginate di trovarvi seduti nel deserto del Sahara, con un vento che soffia all’impazzata sulle vostre teste: “Che cosa sta succedendo?”, direste, “Come è possibile vivere qui? Una vita cosi dura!”. Ma voi non vi sentite così, perché avete il conforto dello Spirito dentro di voi. Si tratta del conforto dello Spirito e per il conforto dello Spirito voi non avete bisogno di nulla. Questa è la vostra ricchezza”.

La meditazione non è una fuga dal mondo, ma una tecnica di rilassamento, che ci permette di bilanciare le nostre tendenze, generate della nostra personalità e dal nostro stile di vita. La meditazione Sahaja è molto di più, è l’esperienza dello Yoga, cioè l’unione tra il nostro Spirito e lo Spirito Cosmico (in sanscrito Paratman), la connessione con il Potere Onnipervadente dell’Amore Divino, l’energia cosmica che permea l’intero universo (in sascrito Paramchaitanya). Lo Yoga (e quindi la Meditazione),  può essere realizzato solo con l’aiuto della Kundalini che attraversa tutto il sistema sottile fino al settimo chakra. Shri Mataji ha scoperto questo metodo, diverso dall’Yoga classico, e più adatto all’uomo moderno. Il primo passo per poter meditare è ottenere la Realizzazione del Sé.  La meditazione é uno stato e si riconosce fondamentalmente dall’ esperienza della consapevolezza senza pensieri : la mente interrompe il suo solito rumore di fondo e diventa assolutamente tranquilla. Per ottenere questo stato non è necessario porre l’attenzione su diversi punti del corpo (Chakras) con un esercizio molto semèplice ed accessibile a tutti. È la Kundalini stessa che ci guida in questo processo. Si può sperimentare un silenzio interiore ed i problemi, le preoccupazioni della vita di ogni giorno vengono affrontate con maggiore serenità. Progredendo in Sahaja Yoga si comincia a sentire nel cuore una grande gioia ed un grande amore, che riconosciamo come manifestazione del nostro Spirito, del nostro Sè.  I vari metodi e tecniche disponibili in Sahaja Yoga hanno l’obiettivo di pulire il sistema sottile, la cui percezione affiora nella meditazione. Tali metodi diventano sempre  piu’ profondi ed efficaci permettendo ad ognuno di conoscere se stesso e di sviluppare una totale armonia con l’esistenza. A seguire vi invitiamo a fare l’esperienza della Realizzazione del Sè con Shri Mataji

Possiamo ripetere la stessa meditazione iniziale, indipendentemente dal filmato imparando questi stessi semplici passaggi che riportiamo nello specchietto in basso. Possiamo rivolgere queste richieste con puro desiderio alla nostra Madre Interiore, l’energia Madre Kundalini, oppure alla nostra Guru Madre Shri Mataji Nirmala Devi, a secondo di come ci troviamo a nostro agio.

Riportiamo giù entrambe le mani sul grembo, palmi in alto; poi solleviamole leggermente e vediamo se percepiamo una leggera brezza fresca o calda sui palmi delle mani. Potremmo anche sentire del prurito sulle dita o del pizzicorio, va benissimo: quelli sono i primi segnali che ci vengono dal nostro sistema sottile energetico tramite il nostro sistema nervoso autonomo. Dipendentemente dallo stato dei nostri chakra, avremo percezioni diverse. A mano a mano, impareremo ad identificare tutti questi segnali. In generale possiamo dire che, se percepiamo la brezza fresca, significa che la Kundalini è riuscita a passare attraverso i chakra indisturbata.

La meditazione ed i Mantras

La parola Mantra viene dal verbo Sanscrito Manana che significa meditare. Solo in meditazione un Mantra ha senso ed efficacia. Le Vibrazioni diventano suono, suono della voce, un suono specifico che ha effetto diretto sull’Essere Interiore. Quando un’anima realizzata pronuncia un Mantra, ciò fa effetto sullo strumento sottile attraverso il quale l’Energia Spirituale può essere usata.  D’altra parte i Mantras stessi hanno il potere di avvicinarci allo stato di consapevolezza senza pensieri, cioè allo stato di meditazione: emettendo Vibrazioni fresche, fanno ascendere la Kundalini lungo il canale centrale e la aiutano ad attraversare i Chakras.

I Mantras sono costituiti da suoni o frasi che hanno una corrispondenza diretta con le qualità vibratorie del Chakra o del canale a cui sono rivolti. Ad esempio quando diciamo “Madre, io sono lo Spirito”, quest’affermazione provoca un’eco nella regione del cuore, che è la sede del Sé. Come risultato il Chakra del Cuore tenderà ad aprirsi e a riequilibrarsi, permettendo il passaggio della Kundalini. Conosciamo già alcuni Mantras in italiano (per es. quelli che abbiamo pronunciato quando abbiamo ricevuto la Realizzazione) ed altri ne conosceremo. Vogliamo ora ricordarne alcuni in Sanscrito, l’antica “ Lingua degli Dei “.

Mantras per gli aspetti Divini

Si possono usare dei Mantras in sanscrito, per risvegliare le qualità presenti nei singoli Chakras ma “assopite” e perciò scarsamente presenti (o addirittura assenti) nella nostra interazione col mondo esterno e interno. Di quest’assopimento, o assenza, soffre lo scorrimento della Kundalini nel sistema, e in particolare la sua ascesa verso il Sahasrara. Grazie ai Mantras possiamo, con rispetto, porgere il nostro omaggio (anche con il namoh namah finale), la nostra attenzione d’amore alle deità, cioè ai singoli aspetti del Divino che presiedono ai vari Chakras, e le qualità si risvegliano. L’efficacia del processo dipende, tra l’altro, dalla intensità del nostro desiderio di cambiare e di conoscere, dalla purezza della nostra attenzione (cioè che almeno in quel momento non stiamo pensando ad altro), dal saperci guardare come osservatori esterni, testimoni gioiosi dei poteri che la nostra recente “seconda nascita” (processo che dobbiamo stabilizzare) ci sta conferendo. Parte integrante di questa dinamica sono anche l’abbandono e la gratitudine al Divino e al ruolo che Shri Mataji Nirmala Devi sta svolgendo nella nostra contemporaneità.

L’efficacia dei Mantras ci lascia talvolta, specialmente all’inizio della nostra esperienza in Sahaja Yoga, stupefatti e incuriositi. Lo stupore, comprensibile e naturale, non deve lasciar posto ad una specie di meccanicismo magico, miracolistico o superstizioso, come se per ogni cosa “bastasse” ricorrere ai Mantras. È chiaro che è necessario il desiderio di trasformarci, e dobbiamo poi riuscire a cambiare dei comportamenti, delle abitudini sbagliate, anche perché un comportamento sleale nei confronti della nostra evoluzione farebbe perdere efficacia al Vishuddhi Chakra e di conseguenza ai Mantras. L’introspezione illuminata che si può avere avvicinandosi o uscendo dallo stato “senza pensieri” è in questo di grandissimo aiuto.

LA FORMULA BASE PER I MANTRAS È LA SEGUENTE:

OM TWAMEWA SAKSHAT

SHRI…… (Nome dell’aspetto Divino) ….SAKSHAT

SHRI ADI SHAKTI MATAJI

SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH

 Come nelle lingue più antiche, il verbo è in fondo: Om, io rendo omaggio (namoh namah) a chi è realmente (twamewa) presente (sakshat) come Shri……………..; rendo omaggio all’Energia Primordiale Materna (Shri Adi Shakti Mataji); rendo omaggio a Shri Nirmala Devi.

Le Deità per i canali sono le seguenti:

Ida Nadi ( canale sinistro ):…………………………… Shri Mahakali, Shri Bhairava;

Pingala Nadi ( canale destro ):……………………… Shri Mahasaraswati, Shri Hanumana;

Sushumna Nadi ( canale centrale ):……………….. Shri Mahalakshmi.

I TRE MANTRAS PER IL SAHASRARA CHAKRA:

OM TWAMEWA SAKSHAT, SHRI MAHALAXMI, MAHASARASWATI, MAHAKALI, TRIGUNATMIKA,  KUNDALINI SAKSHAT. SHRI ADI SHAKTI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH

OM TWAMEWA SAKSHAT SHRI KALKI SAKSHAT, SHRI ADI SHAKTI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH

OM TWAMEWA SAKSHAT, SHRI KALKI SAKSHAT, SHRI SAHASRARA SWAMINI MOKSHA PRADAINI MATAJI, SHRI NIRMALA DEVI NAMOH NAMAH

Nello specchietto seguente vengono indicate le principali Deità a cui rivolgersi per i singoli Chakras ognuno nei suoi aspetti, centrale, destro e sinistro:

Possiamo imparare i Mantras in Sanskrito anche aiutandoci con le video ai links che si attivano cliccando le immagini sottostanti:

Una video per recitare i Mantras in Sanskrito:  

(Cliccare sull’immagine)

Meditazione collettiva con i Mantras in Sanskrito:

(Cliccare sull’immagine)

CAPIRE IL MONDO DELLE DEITA’

Prima dell’inizio del ciclo cosmico (Creazione) l’ultima realtà era indifferenziata, come Parabrahma. Essa era infinita, astratta e senza manifestazione. La Creazione comincia quando questa realtà si separa in due: Sadashiva il Padre Primordiale, e Adi Shakti la Madre Primordiale. “Lui” é l’eterno testimone, “Lei” é il suo potere, lo Spirito Santo. Attraverso l’energia dell’Aum, la Parola Primordiale, “Lei” creò poi l’intero universo. Aum é l’espressione delle tre fondamentali energie che strutturano i cosmo. “A” é la fondamentale energia del desiderio “Mahakali”, “U” é la fondamentale energia dell’azione “Mahasaraswati”, e “M” la fondamentale energia dell’evoluzione, “Mahalakshmi”.

Aum è il suono che rappresenta il principio della Divina innocenza e purezza che permea il cosmo, ed é stato personificato dalla divinità a testa di elefante, Shri Ganesha.

In seguito, prima del nostro proprio universo materiale, fu creato il mondo delle Deità. Le tre principali sono Shiva, Vishnu e Brahmadeva. Di queste tre, Shri Shiva non si é mai incarnato ed é la manifestazione della pura esistenza spirituale. Sua moglie (la Shakti, il potere) é Parvati. Shri Vishnu é la guida dell’evoluzione ed é colui che si incarna per dare avvio ad una nuova tappa dell’evoluzione. Sua moglie é Lakshmi, donatrice di prosperità. Brahmadeva, il creatore, si incarna molto raramente. Ciò nonostante Hasrat Ali, genero di Maometto e marito di Fatima, ne é un esempio. La Shakti (Potere, raffigurata spesso come moglie) di Brahmadeva é Saraswati, Dea della bellezza, dell’arte e della musica.

Un incarnazione può avvenire in una forma completa (Avatar) oppure con una limitata manifestazione (Anchavatar). Le più famose avatar di Shri Vishnu sono Shri Rama e Shri Krishna. Le incarnazioni possono essere divise in quattro tipologie: il Padre, il Maestro Primordiale, il Figlio e la Madre.

L’ASPETTO DEL PADRE

Shri Vishnu si incarnò come Shri Rama circa 8000 anni fa in India. Egli fu il figlio di un Re, e fu educato quale erede al trono. Era il Re filosofo e benevolente descritto da Socrate, un guerriero di ineguagliabile coraggio, abilità e serietà. La sua vita fu esempio di un’esistenza di estrema rettitudine Dharmica. Shri Rama ci diede il modello per un perfetto schema delle relazioni sociali. Fu perfetto come figlio, marito, fratello, padre e re. E’ la Deità del Chakra Anahath destro (cuore) e a questo livello sottile Egli stabilisce dentro l’uomo il potenziale necessario per manifestare le qualità di padre, figlio, marito.

Shri Krishna si incarnò circa 6000 anni fa in India. Egli esprime la grandezza di Dio, l’Onnipresente Altissimo (Virata). Uno dei più straordinari aspetti di Shri Krishna é che egli é Yogeshwara, il Signore dello Yoga, completamente distaccato da ogni coinvolgimento verbale, pur adempiendo a tutti i compiti terreni con molto successo. Fu lui che introdusse nella consapevolezza umana la nozione di “Lila” (il gioco), dell’azione compiuta con distacco quando l’uomo agisce in modo distaccato, quale strumento dell’Inconscio liberato dalle interferenze dei desideri del nostro Ego. Il potere della testimonianza di Shri Krishna risiede nel Víshuddhi Chakra, che può essere risvegliato attraverso il potere della Kundalini.

L’ASPETTO DEL MAESTRO PRIMORDIALE

L’innocenza di Brahma, Vishnu e Shiva si integra per manifestare un’altro aspetto della realtà: il Maestro Primordiale (Adi Guru). E’ colui che si incarna molto sovente per assistere Vishnu nel Suo compito evolutivo. Ci sono state dieci principali manifestazioni dell’aspetto del Maestro Primordiale: Abramo, Mosé, Confucío, Zoroastro, Lao Tze, Socrate, Raja Janaka, Maometto, Guru Nanak, Sai Baba da Shirdi (seconda metà del 19.sec.). L’aspetto del Maestro Primordiale si manifesta nell’area del corpo sottile come Void (Oceano di Illusione). Le sue incarnazioni hanno dato all’uomo i principi per mantenere l’equilibrio nella vita quotidiana, evitando gli estremi, Quando l’energia della Kundalini illumina l’area del Void, l’individuo diventa il suo proprio maestro (il suo proprio Guru).

 L’ASPETTO DEL FIGLIO

Shri Ganesha si incarnò come Signore Gesù Cristo circa 2000 anni fa in Israele. La sua Shakti é la Vergine Maria. Il Signore Gesù stabilizzò dentro l’Agnya Chakra il potere dell’uomo per perdonare ed essere perdonato, per purificare se stesso dagli effetti dei suoi peccati e dal suo Karma. II figlio Divino, il Signore Gesù, era la parola Aum fattasi carne. Nella tradizione indiana Cristo é conosciuto come Mahavishnu. L’aspetto del figlio viene raffigurato anche sotto l’aspetto del guerriero Shri Kartikeya.

 L’ASPETTO DELLA MADRE

L’Adi Shakti é la Grande Madre, lo Spirito Santo. Pure Ella si incarnò sia nel suo proprio diritto (come Durga 10.000 anni fa) o in uno dei suoi molteplici aspetti. E’ lei che controlla le manifestazioni dell’intero cosmo. Ella si é incarnata per esempio nel suo aspetto di Madre, quale Madre di Cristo, Maria. Nel suo aspetto di moglie come Sita, nel caso di Rama, o Radha, moglie di Shri Krishna. Ella fu pure Nanaki, la sorella del Maestro Primordiale, Guru Nanak, e la figlia Fatima del Maestro Primordiale, Maometto.

Tutte le Deità sono l’aspetto di un Dio Unico. Le incarnazioni sono questi aspetti al lavoro nella storia dell’universo. Tutte controllano gli specifici elementi del meccanismo intero, Chakras o Nadis. Sono estremamente viventi e agiscono in supporto del grande lavoro di Sahaja Yoga. Attraverso la conoscenza dell’arte dei Mantras, e sopprattutto risvegliando la devozione del cuore, i Sahaja Yogis possono entrare in contatto con tutti questi aspetti di Dio per essere aiutati e protetti. In conclusione, le qualità del Divino sbocciano e si manifestano attraverso i Chakras.

Le Deità governano sopra un panteon molto complesso di esseri oltre l’umano.

Dalla parte delle Deità ci sono i Devas che controllano le forze della natura: Indra, la pioggia, Vayu, il vento, Agni, il fuoco, Adi Bhoomi, la terra, Varuna, l’oceano, ed altri ancora. Stabilizzando pienamente la propria relazione con questi Devas, si può in ultimo controllare gli elementi. Ci sono anche esseri Celestiali quali gli Arcangeli: Gabriele, cioè Hanumana, e Michele, cioè Bhairava.

Dalla parte del Male esistono pure varie categorie di esseri Satanici. Queste forze (per esempio gli Asura) sono al lavoro per impedire all’uomo di raggiungere i suoi scopi spirituali. Shri Mataji citò le forze Sataniche che hanno ora assunto forme umane quando visitò l’America nel 1972, e mise in guardia dal danno che possono arrecare allo spirito dell’uomo. Sono stati tutti distrutti da Shri Mataji nelle sue precedenti incarnazioni, e verranno distrutti ancora. Nel frattempo resta a noi di approfittare della sua venuta e di diventare Esseri Spirituali attraverso la Realizzazione.

 

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