Nirmala Yoga Ostia

Ass. Cult. Natura Armonia e Benessere di Ostia Lido – Roma

Chakras e Nadis

Abbiamo già spiegato come Nirmala Yoga non sia altro che una emanazione,  una presentazione diversa di Sahaja Yoga, che  rimane comunque il nostro punto di riferimento. Come rimane assolutamente un punto fermo la nostra Sat Guru Shri Mataji Nirmala Devi , colei che ha reso possibile Sahaja Yoga e l’ha diffuso in tutto il mondo.  Nirmala Yoga non è qualcosa di diverso, si è solo deciso di dare più in risalto alla parte che riguarda i suoni, la musica. 
La Conoscenza del Sé Universale e della sua Creazione, la Consapevolezza Cosmica, è stata la chiave della ricerca fin dai tempi più remoti. Sahaja Yoga è un antico sistema di yoga, ed in effetti è un dono del Creatore all’umanità, e può essere definito una “Via Divina” per l’evoluzione dell’essere umano stesso.”Sahaja” (Saha-ja) significa innato. Tutto ciò che è innato si manifesta senza sforzo alcuno. Per questo “Sahaja Yoga” è il nome dato al metodo di Shri Mataji, perchè  è facile e spontaneo e che non ri­chiede ne sforzi ne tensione. Per capire la vita prendiamo il caso di un essere vivente: la germinazione di un seme, ad esempio. Il seme cresce da solo fino a diventare un albero, che fiorisce e che da frutti.  Nello stesso modo, senza sforzo, avviene il processo di crescita della nostra consapevolezza. Quando il feto di un bambino è di due – tre mesi, il fascio di raggi della coscienza, emessi dall’onnipresente Amore Divi­no, passa attraverso il suo cervello e lo illumina. Avendo il cervello la forma di un prisma, il fascio si rifrange e si di­vide in quattro canali che corrispondono alle quattro parti del sistema nervoso e che sono:
  1. sistema nervoso parasimpatico

  2. sistema nervoso simpatico di destra

  3. sistema nervoso simpatico di sinistra 

  4. sistema nervoso centrale (il nostro tramite conoscitivo col mondo oggettivo di cui però, in questo contesto, non parlerò).

1) Sistema nervoso parasimpatico
Il fascio di raggi che cade sull’osso della fontanella (la sommità del capo detta “Talu”) lo penetra nel centro, passando poi diretta­mente nel midollo allungato attraverso un canale chiamato ‘Sushumna’. Questa energia, dopo aver lasciato una traccia sottilissima e filiforme nel midollo allungato, si arresta, avvolta per tre volte è mezzo su se stessa, nell’osso triangolare, si­tuato alla base della colonna vertebrale (Muladhar). Questa energia si chiama ‘Kundalini’. L’energia filiforme passa prima dal centro del cervello (Sahasrar Brahmarandhra) e s’irradia poi negli altri sei centri che si trovano sul suo cammino. La manifestazione di questa energia nella Sushumna (il canale della colonna vertebrale) è chiamata sistema nervoso parasimpatico ed i ‘Chakras’ sono mes­si in evidenza da plessi all’esterno della colonna vertebrale. E’ sorprendente scoprire che il numero dei plessi e dei subplessi corrisponde esattamente al numero dei chakras. Questo sistema nervoso è pressoché‚ sconosciuto alla medicina. Viene chiama­to sistema nervoso autonomo, sistema cioè che funziona da solo, spontaneamente. Se per esempio vogliamo aumentare il numero dei battiti cardiaci, siamo in grado di farlo imponendo al cuore uno sforzo (attività del sistema nervoso simpatico), ma non possiamo ridurre i battiti cardiaci (attività del sistema ner­voso parasimpatico). Il sistema nervoso è come una pompa di benzina che ci riempie dell’Amore Divino. Non appena però un bambino nasce e gli viene tagliato il cordone ombelicale, si viene a creare nel ‘Sushumna’ (il canale nel midollo spinale) una frattura, cosi come fra i plessi solari ed il nervo vago del sistema nervoso parasimpatico. Nel pensiero indù questo vuoto è detto ‘Maya’ (Bhav Sagar). In seguito, quando l’ego ed il super-ego si gonfiano come dei palloni e coprono il nostro cervello, in cima al sistema nervoso simpatico di destra e di sinistra, l’osso della fontanella si calcifica. Viene cosi completamente stroncata la forza vitale ed onnipresente dell’Amore Divino. Ecco che allora l’essere umano si sente come un’entità scis­sa e finisce per essere governato dalla coscienza dell’ego (Aham). E’ per questo motivo che l’uomo non conosce l’Inconscio Universale. E’ l’ego a dividerlo da Esso.
2 e 3) Sistema nervoso simpatico
Il sistema nervoso simpatico è stato creato per poter utilizzare questa energia vitale. E’ formato da due parti: una sul lato destro ed una sul lato sinistro. Questi due canali, che portano l’energia nel midollo allungato, sono conosciuti rispettivamente come Ida e Pingala. Il sistema sul lato destro fornisce l’energia alle attività della coscienza ( attività mentale, fisica, sforzi etc.), mentre quello sul lato sinistro (in termini scientifici si dice che è allo stato potenziale) fornisce l’energia alla parte emotiva della psiche.

La Kundalini, i Chakras  ed  i  Canali energetici (Nadis)

Da tempo immemorabile, gli esseri umani sono alla ricerca della Verità, del Divino, della Natura e di tutto ciò che può dare la comprensione dell’origine, della causa, dello scopo e della ragione ultima della vita. Shri Mataji ci dice a proposito: SAHAJA significa “nato con”. YOGA significa unione con il Potere Onnipervadente dell’Amore Divino. Questo della nostra ascesa in uno stato di consapevolezza più elevato è un argomento sottile, assolutamente valido, che può essere provato”.    In ogni essere umano la consapevolezza ha inizio con la percezione e la comprensione di tutti gli avvenimenti esterni ed interni a livello del sistema nervoso. Lo Yoga può essere compreso come unione della consapevolezza individuale con la Consapevolezza Universale.

Il cosiddetto SISTEMA SOTTILE, il nostro strumento (Tantra), quale ci soffermiamo, comprende la Kundalini, sette Chakras e tre Nadis, o canali.

Kundalini significa spira, e si riferisce ad un’energia che risiede nell’osso sacro, avvolta in tre spire e mezzo. Ecco un commento di Shri Mataji al riguardo: “Come è detto nelle varie Scritture, c’è un Potere Onnipervadente dell’Amore Divino, chiamato Paramchaitanya. E’ un potere sottile, che fa tutto il lavoro vivente, e che non può essere percepito a livello della consapevolezza umana. Per connetterci a questa Energia, che pervade ogni atomo ed ogni molecola, usiamo il Potere del Puro Desiderio, che risiede nell’osso sacro di ogni essere umano, ed è chiamato Kundalini. Il fatto che i Greci abbiano dato a quest’osso il nome “Osso Sacro”, significa che nell’antichità era conosciuto il Potere Sacro e Divino della Kundalini. Quando essa si risveglia, anche in parte, l’essere umano è connesso al Paramchaitanya, il Potere Onnipervadente”.

Le tre Nadis, sono descritte come segue da Shri Mataji:

“Tra i tre canali, quello centrale è chiamato Sushumna Nadi, e nutre il sistema nervoso parasimpatico. Il canale di sinistra è chiamato Ida Nadi, e nutre il sistema nervoso simpatico di sinistra, mentre il canale di destra, chiamato Pingala Nadi, si prende cura del sistema nervoso simpatico di destra”. I canali di destra e di sinistra s’incrociano a livello dell’Agnya Chakra. Finora la scienza non è stata ancora in grado di prendere coscienza che i sistemi nervosi di sinistra e di destra sono contrapposti, con funzioni completamente opposte. Il canale di sinistra, detto anche canale lunare, è connesso alle parti destra e posteriore del cervello, e si prende cura del nostro passato e della nostra vita emotiva. La mente subconscia riceve le informazioni da questo canale. Aldilà della nostra mente subconscia vi è il subconscio collettivo, che affonda le sue radici nel passato più remoto. Tutto ciò che è scomparso dal processo evolutivo è accumulato qui. Qualsiasi cosa od essere, estinto ed uscito quindi dal circolo evolutivo, qualsiasi cosa esca dalla mente subconscia, va a finire in questo subconscio collettivo. Il canale di destra, detto anche canale solare, è collegato alle parti anteriore e sinistra del cervello. Sul lato destro c’è la mente sopraconscio, che crea il nostro futuro. Qualsiasi cosa pensiamo in chiave futura, è registrata sul lato destro, aldilà del quale c’è il sopraconscio collettivo, nel quale si accumula tutto ciò che è uscito dal ciclo evolutivo per troppa ambizione, aggressività o pianificazione, sia che si tratti di piante, di animali o di personalità. Risvegliandosi, la Kundalini, attraversa tutto il canale centrale. Essa sale fino all’apice della nostra testa (detta in occidente area della fontanella), il Brahmarandra, e ci unisce all’energia sottile del Potere Onnipervadente, cioè all’inconscio collettivo. Questa è la REALIZZAZIONE DEL SE’. La brezza fresca dello Spirito Santo è percepita sulla punta delle dita e sulla testa, in corrispondenza del Brahmarandra. Per la prima volta si percepisce l’esistenza del Potere Onnipervadente. In questo stato si vive in tempo presente”.

Continuando il viaggio nel nostro corpo sottile, incontriamo i sette Chakras, che rappresentano le pietre miliari nell’evoluzione dell’essere umano.  Chakra è una parola sanskrita che significa ruota, e di seguito riportiamo una loro prima descrizione fatta da Shri Mataji:

“Il primo centro è chiamato Mooladhara Chakra, ha quattro petali (subplessi), e si trova immediatamente sotto l’osso sacro. A livello fisico è responsabile della manifestazione del plesso pelvico, il quale controlla tutte le nostre escrezioni, compresa l’attività sessuale. L’osso sacro stesso, che si trova immediatamente sopra il Mooladhara Chakra, è detto Mooladhar. Quando la Kundalini sale, queste funzioni vengono tutte abbandonate, e l’unica funzione rimanente è quella di sostenere l’ascesa della Kundalini. Sebbene la Kundalini attraversi solo gli altri sei centri, è il primo, il Mooladhara, che protegge la purezza e la castità della Kundalini al momento del suo risveglio. Il Mooladhara esiste solo per la nostra innocenza, e bisogna sapere che questa innocenza non può essere distrutta. Essa è indistruttibile, tuttavia può essere coperta da cumuli di nuvole, dovuti a comportamenti sessuali umani pervertiti. Se pensiamo o poniamo tutto in relazione al sesso, diventiamo orientati sul sesso, veniamo ridotti a schiavi del sesso, ed il nostro comportamento non è più umano, diventa peggio che animale: amoreggiamenti, casalinghe che diventano prostitute, relazioni incestuose, genitori che abusano dei loro bambini, eccetera. Nonostante qualsiasi abbandono arbitrario delle leggi naturali, il potere del Mooladhara, l’innocenza, rimane. Sebbene malato o addormentato, esso può essere curato e normalizzato grazie al risveglio della Kundalini. L’innocenza è il potere che sorregge la Kundalini quando si risveglia e va a normalizzare gli altri centri. In questo momento si diventa innocenti come un bambino. In alcune persone si può vedere ad occhio nudo la salita della Kundalini, ogni qualvolta vi sia un’ostruzione nei centri superiori. Ma se l’ostruzione è nel secondo o terzo Chakra, allora si potrà vedere l’osso sacro pulsare come un cuore.

Lo Swadhistan Chakra ha sei petali, nutre a livello fisico le funzioni del plesso aortico, e ci fornisce l’energia della creatività, del pensare e dell’essere futuristici. Inoltre esso procura energia al cervello, trasformando le cellule di grasso in cellule cerebrali.

Il Nabhi Chakra o Manipura, ha dieci petali e si trova dietro l’ombelico. Ci dà il potere di sostenere qualcosa dentro di noi. A livello fisico esso nutre le funzioni del plesso solare o celiaco.

L’Anahat Chakra o Hriddaya è il centro detto anche “Chakra del cuore”, ed a livello fisico nutre le funzioni del plesso cardiaco. Esso ha dodici petali e si trova nella colonna vertebrale, dietro lo sterno.

Fino all’età di dodici anni circa, l’Anahata Chakra, attraverso il timo, una ghiandola situata tra il cuore ed i polmoni,  produce gli anticorpi, che circoleranno in tutto il corpo, per essere pronti, eventualmente, a combattere qualsiasi tipo di malattia. Se si è attaccati, questi anticorpi sono informati dallo sterno stesso, che opera come una centrale d’informazione.

Il quinto centro è chiamato Vishuddhi Chakra. Esso si trova alla base del collo, ha sedici petali, ed è responsabile della comunicazione con gli altri. A livello fisico, esso nutre le funzioni del plesso cervicale, e gli organi interessati sono, fra gli altri, il naso, la bocca, i denti, le orecchie, e tutti gli organi che ci permettono di parlare o comunicare.

Il sesto centro è detto Agnya Chakra, ed ha soltanto due petali. Questo centro si trova a livello del chiasma ottico, dove s’incrociano i due nervi ottici. Nutre le ghiandole pituitaria e pineale, che a livello fisico, corrispondono ai nostri ego e superego.

Ultimo centro è il Sahasrara Chakra, che per Sahaja Yoga è il più importante, ha mille petali, e corrisponde all’area limbica del nostro cervello. In effetti, ci sono un migliaio di nervi in quest’area, e se la sezionassimo, potremmo osservare queste strutture che hanno una forma simile ad un loto di mille petali. Prima della Realizzazione del Sé, questo centro, copre l’area limbica come un bocciolo chiuso, e sopra ancora si trovano due strutture simili a palloni, l’ego ed il superego. Subito dopo la nostra nascita esse si uniscono, e l’osso della fontanella si calcifica, rendendoci una personalità chiusa, come un uovo. Al momento della nostra Realizzazione del Sé, cioè della Resurrezione, questa personalità si schiude di nuovo, ed è questo il motivo per cui a Pasqua regaliamo le uova. Ogni Chakra è collegato al corpo con una serie di connessioni sottili, definibili anch’esse Nadis, e nei testi classici si afferma che siano circa settecentoventi milioni. I Chakras esercitano la loro influenza su tutto l’organismo. Ad esempio il Nabhi Chakra controlla tutto il sistema linfatico. 

Essi influenzano e riflettono anche la nostra vita mentale ed emotiva. Si tratta di una relazione dinamica, e quindi l’azione sottile svolta su di un Chakra può migliorare la situazione generale di una persona, a livello fisico, emotivo, mentale, sociale o altro. Molto importante è che ogni Chakra è collegato ad una parte della mano. Una volta raggiunto lo Yoga, le mani diventano sensibili allo stato dei Chakras, e con la pratica s’impara facilmente ad interpretarne i segnali.  I Chakras hanno inoltre corrispondenze in vari punti della testa, delle braccia, delle gambe e dei piedi. Riportiamo per concludere un commento di Shri Mataji sul risveglio della Kundalini: “Analogamente alla Sushumna, la Kundalini si trova, prima della Realizzazione ad uno stato potenziale, dormiente. Quando essa viene risvegliata, sale attraverso la Sushumna, attraversa il Void, (un’area attorno al Nabhi che interrompe la Sushumna prima della Realizzazione), ed arriva al Brahmarandra. A questo punto avviene lo Yoga. Senza il risveglio della Kundalini lo Yoga è impossibile. Questo risveglio della Kundalini e l’unione finale con la Consapevolezza Superiore sono descritti dalla parola sanskrita SAHAJA, che significa spontaneo, innato, proprio come questo Yoga. Un’analogia usata spesso è quella della germinazione, che avviene spontaneamente quando un seme è posto nella Madre Terra. Quando la Kundalini si alza, si può sentire facilmente la brezza fresca che esce dall’area della fontanella, ognuno può autocertificarsi. Questa brezza fresca è manifestata dal Potere Onnipervadente dell’Amore Divino. Ma è necessario capire che, anche dopo questo processo, la Kundalini non è pienamente stabilizzata, non c’è ancora una connessione permanente. Ciascuno deve lavorare per questo. Sebbene il seme germogli spontaneamente, il giardiniere deve curare il tenero germoglio. Allo stesso modo, dobbiamo avere cura della nostra Realizzazione, almeno all’inizio. Alcune persone arrivano in alto molto facilmente, altre devono lavorare molto, e magari alla fine non sono ancora a posto. E’ importante perciò che ciascuno riconosca quali sono i suoi problemi, imparando le pratiche Yoga e le nostre decodificazioni. Le punte delle dita, sono i terminali dei nostri sistemi nervosi simpatici, di destra e di sinistra. Esse diventano illuminate, poiché riflettono lo stato dei nostri centri sottili. In questo modo l’essere umano si eleva e non ha più bisogno di un Guru, perché egli diventa il Maestro di se stesso, e non deve più brancolare nel buio alla ricerca di un sostegno. La persona diventa completamente libera. Nessuno può intimidire o manipolare un Sahaja Yogi, e questa libertà è davvero stupenda. Lentamente ognuno impara a volare per conto suo, come un uccello, fino a diventare maestro di tutto ciò che è Divino. Dopo la Realizzazione del Sé, la persona si solleva di molto al di sopra degli altri, ed il suo discernimento diventa così preciso, che assolutamente nulla può far deviare la sua mente dalla retta via, a meno che decida deliberatamente di cedere alle tentazioni, alla paura, o ad altro. Il Sahaja Yogi stabilizzato gioisce della propria libertà e di quella degli altri, conosce i suoi poteri ed il suo Sé, e diventa un potente santo, che conduce una vita angelica e distaccata”.

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